Tra la Osiris, Macario e i tulipani anni ’30 trionfa l’en travesti

Uno straordinario dipinto degli anni Trenta dal punto di vista storico, stilistico, culturale e musicale, uno spettacolo aristocratico, raffinato. Le Sorelle Marinetti - Mercuria, Turbina e Scintilla in onore del grande Tommaso Filippo, vate del futurismo italiano - hanno incantato venerdì gli ottocento spettatori dell'Accademia di Conegliano con il loro Non ce ne importa niente. Particolarmente azzeccato, in una stagione che si intitola Il '900 elegante, lo spettacolo si è subito rivelato un riuscitissimo tentativo di aprire un sipario privilegiato su un'eccellenza della musica italiana con arrangiamenti di Christian Schmitz ricostruiti con scrupolo filologico, in grado di riportare al periodo d’oro dello swing nostrano anche chi non l’ha mai vissuto. Tutto in diretta, con quattro deliziosi concertisti dell'orchestra Maniscalchi. Particolarmente apprezzata dal pubblico, che non ha lesinato continui consensi a scena aperta, è stata l’elegante ironia con cui le «Sorelle» hanno proposto, tra divertenti sketch e interessanti spunti storici, i sempreverdi motivi resi celebri dal trio Lescano, tra cui «Camminando sotto la pioggia», «Ma le gambe», «Tulipan». Una curiosità rivelata in diretta dal produttore dello spettacolo Giorgio Bozzo: fra gli autori del brano «Camminando sotto la pioggia» figura Erminio Macario. La canzone, scritta per Wanda Osiris, uscì sotto il nome di Vanda Osiri perchè la esse fu giudicata poco autarchicamente fascista. Bozzo ha poi svelato come è avvenuto l'ingaggio delle Sorelle: «Li conoscevo, bravi attori e cantanti, li ho invitati ad una cena dove ho spiegato quel che intendevo fare, uno spettacolo così e così. Loro molto gentili mi hanno assicurato "Beh! Sì verremo certamente a vederlo." Quando ho rivelato che i protagonisti sarebbero stati loro, sono rimasti con il boccone in bocca e io, da buon genovese, ho risparmiato il secondo». Alla fine dello spettacolo intrattenendosi con il pubblico Andrea Allione, cantante e coreografo (Mercuria), Nicola Olivieri, attore e corista lirico (Turbina) e Marco Lugli, cantante e attore (Scintilla) hanno scherzato sottolineando come sia «stato più facile calarsi nel canto in falsetto di "Tulipan" e "Ma le gambe" che nei tailleur anni Trenta!» Interminabile l'applauso coneglianese finale dopo due ore di spettacolo.