Il Manifesto - 23/05/2010 - pag. 14
Ritorna il trio en travesti che due anni fa ha rispolverato, complice l'impresario Giorgio Bozzo, vero amante dello swing italiano (e non solo) anni Trenta, la memoria del Trio Lescano. Le Sorelle Marinetti, in realtà tre nerboruti giovanotti in muliebri vesti con l'hobby della polifonia vocale (sentite come rifanno in versione italiana "Over the rainbow"), dopo essersi dedicate al repertorio più celebre delle tre "Ragazze dell'Eiar", spaziano un po' il campo seppur senza mai tradire lo spirito originale, ovvero la riproposta di celebri standard. "Signorine Novecento" (Atlantic/Warner), che esce martedì 25 maggio, prende in prestito l'idea da "Signorina Grandi Firme", ironica canzone di Bracchi e D'Anzi, ovvero le belle ragazze disegnate da Boccasile sulle copertine della rivista fondata da Pitigrilli negli anni Venti, per poi muoversi qua e là sul pentagramma. Accompagnate dall'Orchestra Maniscalchi diretta da Christian Schmitz, svolazzano fra canzoni scritte tra il 1936 e il 1941, molte interpretate sempre dalle Lescano. Leggere e un po' maliziose, da "Danza con me" a "Vado in Cina" (che cantarono anche i Cetra), con qualche tocco di genio, come i ripescaggi in italiano di "Ma perché" (ovvero "Love for sale" di Porter) o "Serenata a Vallechiara" ("I know why" di Rodgers/Hart".
Stefano Crippa
